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Le stelle del passato...

Pubblicato su 30 Giugno 2017 da drittealfantacalcio in stelle del passato

 

Lucidio Sentimenti, detto Cochi (Bomporto, 1º luglio 1920 – Torino, 28 novembre 2014), è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano. Era il quarto di cinque fratelli calciatori: Ennio (I), Arnaldo (II), Vittorio (III) e Primo (V), pertanto era noto anche come Sentimenti IV. La leggenda narra che tutto iniziò con una lettera che recitava «Ho quasi quindici anni, faccio il garzone calzolaio a 15 lire la settimana, vorrei giocare. Va bene qualsiasi ruolo. Anche portiere». Gianni Brera lo descrive «freddissimo determinista, dotato di una astuzia luciferina». L'8 settembre 2011 è il più anziano calciatore vivente a cui la Juventus abbia assegnato una stella celebrativa nella Walk of Fame dello Juventus Stadium; il suo ingresso in campo, a novantuno anni compiuti, è salutato da un'ovazione dei 41000 spettatori presenti.
Fino al suo decesso, avvenuto nel 2014 all'età di novantaquattro anni, era il più anziano fra i calciatori italiani viventi ad aver militato in Nazionale.

Non alto, ma molto forte atleticamente. Cochi era un elemento eclettico, nel periodo bianconero, a causa di una frattura alle dita, venne utilizzato anche come ala destra nel campionato di guerra 1943-1944 (realizzó anche una doppietta al Casale e un gol sia all'Asti che al Varese).
Portiere non appariscente, tra i pali era dotato di agilità e capacità di leggere le intenzioni degli avversari; in uscita si buttava con coraggio sugli attaccanti con il corpo indietro e le gambe protese avanti: le "uscite di piede" per cui passò alla storia del calcio. Un'altra caratteristica di
Sentimenti IV fu quella di essere un valido rigorista: con la Juventus ne realizzò uno per il pareggio contro l'Atalanta, sbagliandone qualche domenica dopo un altro contro il Milan (2-2 il risultato finale), poi tre nel periodo laziale. Ne calciò perfino uno, quando vestiva la maglia del Modena, contro il fratello Arnaldo portiere del Napoli nella sfida in casa dei partenopei del 17 maggio 1942.
Per eccesso di sicurezza spesso subiva gol da fuori area, tanto che i tifosi laziali lo accusarono di essere miope e convinsero la società a fargli sostenere una visita oculistica.

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